02/01/13

Che pigra!

E' tanto tempo che non scrivo nulla su questo blog. Oggi leggendo i post di alcuni amici che facevano il riepilogo delle letture, mi è venuta voglia di scrivere il riepilogo delle letture del 2012. Eccole qua.
  1. McCarthy - Meridiano di sangue
  2. Camilleri - Il diavolo, certamente
  3. Indridason - Un caso archiviato
  4. Cornwell - The Scarpetta factor
  5. AAVV - Museo del Louvre I parte
  6. AAVV - Museo del Louvre II parte
  7. AAVV - Museo d'Orsay
  8. AAVV - Museo Pompidou
  9. Barbacetto-Gomez-Travaglio - Mani sporche
  10. Stout - Champagne for one
  11. Stout - The rubber band
  12. Stout - The red box
  13. Camilleri - Il gioco degli specchi
  14. Jonasson - Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
  15. Saviano - Super Santos
  16. Barbacetto-Gomez-Travaglio - Mani pulite
  17. MacBride - La casa delle anime morte
  18. AAVV - La fotografia digitale
  19. Bryson - In a sunburned country
  20. Lackberg - La principessa di ghiaccio
  21. Lackberg - Il predicatore
  22. Zucconi - Viaggio in America
  23. King - Blaze
  24. Camilleri - Il gioco della mosca
Quest'anno ho scoperto una scrittrice, Camilla Lackberg, che mi piace molto. Ha una protagonista che si chiama Erica, come potrebbe non piacermi? ;-) Inoltre son stati una piacevolissima sorpresa il libro di Jonasson, una divertente storia a lieto fine e quello di Indridason, un giallo islandese dall'atmosferea molto cupa.
Vi auguro tante buone letture per il 2013!

15/07/11

Twenties girl

The thing about lying to your parents is, you have to do it to protect them. It’s for their own good. I mean, take my own parents. If they knew the unvarnished truth about my finances/love life/plumbing/council tax, they’d have instant heart attacks and the doctor would say, “Did anyone give them a terrible shock?” and it would all be my fault. Therefore, they have been in my flat for approximately ten minutes and already I have told them the following lies:... (da "Twenties girl" di Sophie Kinsella)

A ventisette anni, niente funziona nella vita di Lara. Il fidanzato l'ha lasciata, ma lei non si arrende e lo perseguita con messaggi e telefonate, la società di cacciatori di teste che ha aperto con la sua migliore amica non decolla, la socia ha pensato bene di trasferirsi a Goa lasciandola in un mare di guai e la sua famiglia la considera un po' picchiatella... Quando si trova costretta dai genitori ad andare al funerale di una vecchia prozia di centocinque anni che non ha mai conosciuto, Lara sente di aver toccato il fondo. Durante la funzione, però, succede qualcosa di incredibile: le appare una ragazza bellissima, diafana, vestita con l'accurata ed eccentrica eleganza degli anni Venti, che le chiede con insistenza: "Dov'è la mia collana? Voglio la mia collana!". Chi è questa ragazza? Di quale collana parla? E com'è che solo lei tra i presenti al funerale la vede? Insomma, va bene lo stress, ma addirittura avere le visioni! In effetti l'immaginazione di Lara è sempre stata molto fervida, ma quello che da questo momento le accadrà sorprenderà anche lei. Ciò che ancora non sa è che la misteriosa ragazza comparsa dal nulla, capricciosa, pungente e stravagante, vestita con meravigliosi abiti vintage, diventerà la sua guida, la sua amica più cara, la confidente perfetta, e che la ricerca dell'agognata collana si trasformerà per entrambe in una sorprendente avventura. (da Ibs)

Romanzo al di fuori del ciclo Shopaholic e proprio per questo dalla trama più insolita. Le situazioni imbarazzanti non mancano, ma la nostra eroina se la cava sempre! Le scene in cui cerca di riconquistare in tutti i modi l'ex fidanzato sono veramente esilaranti!

09/03/11

Le rose di Atacama

Un paio di anni fa visitai il campo di concentramento di Bergen Belsen, in Germania. In mezzo a un silenzio atroce feci il giro delle fosse comuni in cui giacciono migliaia di vittime dell'orrore nazista, chiedendomi dove fossero i resti di una certa bambina che ci ha lasciato la più commovente testimonianza di quelle barbarie e la certezza che la parola scritta è il più grande e invulnerabile dei rifugi, perché le sue pietre si sono unite dalla malta della memoria. Cercai ovunque, ma invano: non trovai alcun indizio che mi portasse ad Anna Frank. (da "Le rose di Atacama" di Luis Sepulveda)

Il viaggio, il vagabondaggio per il mondo, è qui che si collocano le storie raccolte in questo libro. Lo scrittore narra le vicende di personaggi anonimi e marginali incontrati per il mondo, uomini e donne che hanno in comune l'aver fatto della propria vita una forma di resistenza. Un amico cileno che ha diretto la rivista Analisis, prima barricata della lotta contro Pinochet. Un cantante che ha partecipato alla Primavera di Praga. Un cameraman olandese ucciso dall'esercito del Salvador. Uomini che non hanno mai sperato di uscire dai margini, ma che per una volta sono affiorati, con le loro storie, dal buio dell'oblio. Come le rose che, in un solo giorno dell'anno, ricoprono il deserto di Atacama. (da Ibs)

Anche questo libro, è una raccolta di racconti. Lo scopo dichiarato del libro è fare tanti piccoli ritratti di persone conosciute da Sepulveda che sarebbero destinate all'oblio della storia. Molti di questi racconti parlano di lotte per la libertà e la natura, oppure di persone sottoposte a torture come i commoventi "Il signor Nessuno", "La voce del silenzio" e "La bruna e la bionda". Veramente un altro bel libro di questo autore.

07/03/11

Jacaré

Il cameriere si avvicinò alla fila di executive seduti dietro il lungo tavolo e con movimenti rapidi e precisi, indotti dalle abitudini del padrone astemio, sostituì la coppa di champagne con un'altra piena di acqua minerale. (da "Jacaré" di Luis Sepulveda)

Dany Contreras, esule cileno ed ex poliziotto, lascia il suo ufficio svizzero per andare a Milano ad indagare sulla morte di Vittorio Bruni, magnate delle omonime pelletterie. Si muoverà tra avidi soci d'affari e stregoni amazzonici, tra attraenti ereditiere e misteriosi cacciatori indios, riuscendo infine a svelare le ragioni che hanno portato a quella morte e i loschi traffici che si celano dietro lussuose valigette in pelle.
George Washington Caucaman, cileno di sangue Mapuche e ispettore di polizia, viene trasferito per punizione a Santiago, e qui comincia a investigare su alcune telefonate che nascondono una sinistra vicenda, legata alla realtà politica del suo paese. (da IBS)

Questo libro contiene due racconti lunghi di Sepulveda, Jacaré e Hot Line, che mi sono piaciuti entrambi. Il primo è ambientato a Milano, mentre il secondo principalmente a Santiago. Sepulveda è uno scrittore da racconti e riesce a far appassionare ai personaggi già con poche pagine. Non entra in troppi dettagli e la lettura è sempre scorrevole.

04/03/11

2009-2010 Dacci oggi il nostro Fatto Quotidiano

Senza chiedere permesso. Secondo una vecchia battuta i giornali, il giorno dopo, servono solo per incartare il pesce. Può darsi, ma io le copie del Fatto le conservo tutte perchè mi ricordano qualcosa. La prima è scolpita nella nostra memoria come la notte di passione in cui fu concepita. Martedì 22 settembre verso le nove di sera. (dalla premessa di "2009-2010 Dacci oggi il nostro Fatto Quotidiano")

Gli articoli de "Il Fatto Quotidiano" a cui i giornalisti sono più affezionati.
Il libro è suddiviso nelle sezioni Inchieste, La politica, La cronaca, L'economia, Il mondo, Secondo tempo, Le idee, E d'un tratto.

Dalla sua nascita un anno e mezzo fa, leggo giornalmente questo quotidiano, quindi molti degli articoli qui presentati li avevo già letti. Nonostante ciò è stata una piacevole lettura perchè ci si rende conto che certi argomenti sono sempre attuali, anche dopo un anno.

10/02/11

Incontro d'amore in una paese in guerra

Ero contento. Quella sera avevo un appuntamento. Qualcuno da toccare, da guardare, con cui parlare. Con cui dimenticare la morte, pane quotidiano.
La donna mi piaceva. Mi era piaciuta fin dalla prima volta che l’avevo vista in un caffè di Panama City. In quell’occasione accompagnava l’uomo corpulento che ci aveva dato le istruzioni necessarie e le parole d’ordine per passare in Costa Rica, e da lì proseguire fino al confine settentrionale dove ci saremmo uniti al grosso della brigata.
La donna non aveva preso parte alla conversazione. Anche al momento dei saluti era rimasta in silenzio. Una forte stretta di mano, nient’altro. (da "Incontro d'amore in un paese in guerra" di Luis Sepulveda)

L'avventura e la politica, l'amore e la guerra, il viaggio e l'utopia. Tutto Sepulveda con le sue passioni e i suoi temi più cari, rappresentati in questo libro che raccoglie 24 racconti dello scrittore cileno. L'appuntamento d'amore tra un sandinista che combatte in Nicaragua contro la dittatura e la moglie di un prigioniero in mano ai rivoltosi; la notte di terrore di un ricercato politico in attesa dell'arrivo di uno "squadrone della morte"; l'impresa di dodici confinati sperduti nel mezzo del deserto cileno; l'incontro mancato tra un esule e la donna amata... E ancora: dittatori senza scrupoli, fieri malavitosi dei porti, vecchi anarchici con un'antica ferita d'amore, coppie senza più speranza, prostitute commoventi e grottesche. (da IBS)

Questo libro è una raccolta di racconti del 1997. E come in tutte le raccolte, ci sono alcuni che rimangono particolarmente nel cuore e altri meno. Fra i primi che vi segnalo "Vieni, voglio parlarti di Pilar Solorzano" che fa riflettere sulle coincidenze della vita, "Storia d'amore senza parole" un'insolita storia d'amore, "Un'auto si è fermata nel cuore della notte" che mette un'ansia tremenda, "Un uomo che vendeva dolciumi al parco" col finale che cambia tutto il racconto, "Il campione" forse quello che mi è piaciuto più di tutti, "Una casa a Santiago" col soprannaturale che fa capolino.
Nelle raccolte di racconti si fa fatica ad appassionarsi ai personaggi perche' c'è appena appena il tempo di conoscerli che il racconto è già finito. Quindi se certi racconti e personaggi rimangono impressi, tutto ciò è dovuto alla bravura dello scrittore.

07/02/11

Il mondo alla fine del mondo

Chiamatemi Ismaele… chiamatemi Ismaele…
Mormorai varie volte la frase, mentre aspettavo all’aeroporto di Amburgo, e sentii che una strana forza dava sempre maggior peso ai pochi fogli del biglietto, un peso che aumentava con l’avvicinarsi dell’ora della partenza. Avevo superato il primo controllo e passeggiavo nella sala d’imbarco aggrappato al bagaglio a mano. Dentro c’erano poche cose: una macchina fotografica, un taccuino e un libro di Bruce Chatwin, In Patagonia. Ho sempre detestato chi fa righe o scrive annotazioni sui libri, ma quello era pieno di sottolineature e di segni esclamativi aumentati nel corso delle tre letture. (da "Il mondo alla fine del mondo" di Luis Sepulveda)

Il 16 giugno del 1988 in un'agenzia giornalistica di Amburgo, legata a Greenpeace, arriva un inquietante fax dal Cile. Secondo il messaggio, la nave giapponese, Nishin Maru, ha perso diciotto marinai, insieme a un numero imprecisato di feriti, e ha subito gravi danni. Il giornalista che riceve il fax, esule dal Cile, suo paese d'origine, per motivi politici, decide di tornare a casa e dedicarsi al caso della Nishin Maru. Durante le indagini giunge alla conclusione che la baleniera, ufficialmente demolita a Timor, stava in realtà praticando illegalmente la caccia ai cetacei nei mari australi. (da Ibs)

Questo piccolo libretto del 1989 è il secondo romanzo pubblicato da Sepulveda. Ho letto altri libri di questo insolito scrittore, ma tutti molti anni fa. Quest'anno ho messo in programma di leggere tutti gli altri che possiedo, cronologicamente, e non potevo iniziare meglio. Ci si appassiona subito alla storia, fino al finale che ovviamente non posso rivelarvi.

31/01/11

206 bones

Cold.
Numb.
Confused.
I opened my eyes.
To dark. Black as arctic winter.
Am I dead?
Obeying some limbic command, I inhaled deeply.
Smell registered in my brain.
Mold. Musty earth. Something organic, hinting at the passage of time.
Was this hell? A tomb?
I listened.
Silence. Impenetrable. (da "206 bones" di Kathy Reichs)

Tempe Brennan sente il cuore pulsare al ritmo della paura. È prigioniera e non sa perché: qualcuno l'ha rinchiusa in un sotterraneo, insieme a mucchi di resti umani. Proprio lei, che di mestiere legge nelle ossa dei morti la storia delle persone. Confusa e incredula, con le mani e i piedi legati, Tempe non riesce a immaginare cosa possa esserle accaduto. Finché, lentamente, comincia a ricordare... Una telefonata anonima che l'accusa di aver insabbiato la verità sull'omicidio di un'ereditiera - un'inchiesta chiusa da tempo, che qualcuno ha voluto portare alla ribalta. Poi un nuovo caso, tre cadaveri ritrovati nei boschi attorno a Montreal, tutte donne anziane, tutte massacrate con inaudita ferocia, e i grossolani errori che la dottoressa Brennan avrebbe commesso nell'analisi dei loro corpi. Errori inspiegabili per una professionista come lei, cui ogni volta ha rimediato una nuova, ambiziosa collega, l'anatomopatologa Marie-Andréa Briel. Così, sola nella sua prigione, Tempe ricompone il puzzle: questa volta è lei il bersaglio, e solo lei può trovare il modo di liberarsi e capire chi l'ha voluta fuori dai giochi e perché. (da IBS)

Molto bella quest'ultima avventura della dottoressa Brennan! La storia è avvincente sin dall'inizio perchè non si capisce cosa sia successo a Tempe che si trova al buio legata in un sotterraneo. Poi il racconto prosegue fra storia narrata in modo lineare e flash forward fino all'epilogo finale. Spero che anche il prossimo "Le ossa del ragno" sia così avvincente!

28/01/11

Bilancio letture 2010

Rieccomi con il riepilogo dei libri letti durante il 2010.
  1. Reichs - Carne e ossa
  2. Camilleri-Lodato - La linea della palma
  3. AAVV - La fortezza delle emozioni Hohenwerfen
  4. Brown - The lost symbol
  5. Allende - L'isola sotto il mare
  6. Camilleri-Lodato - Un inverno italiano
  7. Bradbury - La morte è un affare solitario
  8. Mosely - L'impero Inca
  9. AAVV - Galleria Borghese
  10. AAVV - Antico Perù
  11. AAVV - Musei Capitolini
  12. Camilleri - Il nipote del Negus
  13. Reichs - Devil bones
  14. De Cataldo - Romanzo criminale
  15. Burnstein-De Keijzer - Secrets of angels and demons
  16. Boyle - Piccola guida di San Clemente Roma
  17. Barbery - L'eleganza del riccio
  18. Christie - The secret adversary
  19. Camilleri-Lucarelli - Acqua in bocca
  20. Notter - Il castello di Fontainebleau
  21. George - Scuola omicidi
  22. Saule - Visita di Versailles
  23. Camilleri - La caccia al tesoro
  24. Lucarelli-Picozzi - Il genio criminale
  25. Saramago - L'anno della morte di Ricardo Reis
  26. Dickens - Il grillo del focolare
  27. Reichs - Bones to ashes
  28. Giordano - La solitudine dei numeri primi
  29. Augias - I segreti del Vaticano
  30. Kinsella - Mini shopaholic
  31. AAVV - Padova dentro e fuori
  32. Marquez - Il generale nel suo labirinto
  33. Camilleri - Il sorriso di Angelica
  34. Bassani - Il giardino dei Finzi-Contini
Continua il trend negativo: nel 2010 ho letto meno che nel 2009 (34 contro 44 libri) sempre a causa della lettura giornaliera del Fatto Quotidiano.
Nel 2010 sono stata in vacanza in Francia quindi ho letto alcuni libri a tema o acquistati durante quel viaggio.
Anche per il 2010, l'autore più letto è Camilleri, con 6 libri. Al secondo posto sempre Kathy Reichs, come nel 2009, con 3 libri.
I tre autori nuovi sperimentati quest'anno sono Muriel Barbey di cui ho apprezzato tanto "L'eleganza del riccio", il maestro Saramago, scoperto con "L'anno della morte di Ricardo Reis" e Paolo Giordano con l'insolito "La solitudine dei numeri primi".
Come quota saggi sono molto contenta, con 14 libri su 34 totali (nel 2009 erano 15 su 44), mentre in inglese quest'anno ne ho letti solo 6 (nel 2009 erano 7), quindi devo recuperare nell'anno nuovo!
Nel 2011 mi aspettano prossimamente alcuni libri di Sepulveda, Eco, Ruiz-Zafon, Larsson e ovviamente King, che non leggo da perecchio tempo.

12/01/11

Il giardino dei Finzi-Contini

Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini - di Micol e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga - e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di Ercole I d'Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l'ultima guerra. Ma l'impulso, la spinta per farlo, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica di aprile del 1957. (da "Il giardino dei Finzi-Contini" di Giorgio Bassani)

"Il giardino dei Finzi-Contini" si apre con un prologo in cui Bassani descrive come una sua visita, nel 1957, alla necropoli etrusca di Cerveteri abbia suscitato in lui una breve riflessione sul rapporto dialettico tra la vita e la morte, fra il tempo passato e il presente. L'occasione lo spinge indietro con la memoria, "a Ferrara, e al cimitero ebraico in fondo a via Montebello", e in particolare alla "tomba monumentale dei Finzi-Contini", dove riposa un unico membro della famiglia da lui conosciuta negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale. Il libro è, quindi, un omaggio memoriale postumo a questo gruppo di israeliti, destinati a morire nei lager nazisti, per restituirli alla vita attraverso la forza dell'arte. La vicenda è ambientata ai tempi cupi del fascismo e delle leggi razziali che colpirono tante case ebraiche e che esclusero i giovani dalle scuole pubbliche e da tutte le associazioni culturali e ricreative. Per questo motivo Ermanno e Olga Finzi-Contini rompono la loro cortina di riservatezza e aprono i cancelli del proprio giardino a un gruppo di coetanei dei figli Alberto e Micòl. Fra questi giovani c'è anche l'io narrante, già da tempo affascinato da quel luogo, ma soprattutto dal modo di agire enigmatico e imprevedibile di Micòl. La delicata storia di un amore tacito e discreto, chiuso nell'ambito di un giardino, di un campo da tennis e di una casa, si apre allora alla prospettiva di una storia più ampia, che coinvolge l'intimo inafferrabile di ogni creatura umana. (da BOL)

Le vacanze di Natale le ho trascorse con questo classico del '900 della letteratura italiana, che non avevo ancora letto. E' ambientato a Ferrara, una città che conosco abbastanza bene, negli anni che precedono la seconda guerra mondiale. E' molto piacevole leggere in un libro di posti che si conoscono, rende la storia più reale quindi lo consiglio sicuramente a chi è stato a Ferrara!

13/12/10

Torta salata funghi e pancetta

Mi son scordata di fare una foto a questa ottima torta salata, perchè viene sempre mangiata prima di mettersi in posa ;-)

Ingredienti:
2 rotoli di pasta sfoglia surgelata
alcune fettine o cubetti di pancetta (o speck)
una confezione di salsa fresca ai funghi (disponibile nel banco frigo)
funghi freschi o surgelati
alcune sottilette
tuorlo d’uovo

Cuocere i funghi in padella con uno spicchio d'aglio e un po' di prezzemolo.
Foderare uno stampo con un rotolo di pasta sfoglia. Spalmare la salsa di funghi, ricoprire con lo speck e i funghi e infine le sottilette.
Ricoprire con l’altro rotolo di pasta sfoglia e spennellare col tuorlo d’uovo.

Cottura:
Forno 200° per 20-30 minuti, controllando che non diventi troppo rossa.

25/11/10

Mini shopaholic

OK. Don’t panic. I’m in charge. I, Rebecca Brandon (née Bloomwood), am the adult. Not my two-year-old daughter. Only I’m not sure she realizes this.
‘Minnie, darling, give me the pony.’ I try to sound calm and assured, like Nanny Sue off the telly.
‘Poneeee.’ Minnie grips the toy pony more tightly.
‘No pony.’
‘Mine!’ she cries hysterically. ‘Miiiine poneee!’
Aargh. I’m holding about a million shopping bags, my face is sweating, and I could really do without this. (da Mini shopaholic di Sophie Kinsella)

"Sono la madre con la bambina più favolosa del mondo. E insieme faremo faville. Lo so." E che faville! Becky Brandon (nata Bloomwood) era convinta che essere madre fosse una passeggiata, ma naturalmente deve ricredersi. Ora che la piccola Minnie ha due anni è a dir poco un uragano, specie quando entra nei negozi afferrando tutto ciò che vede al grido di "Miiiio!", e sembra avere già le idee molto chiare in fatto di shopping. Da qualcuno deve avere pur preso... Becky esclude che sua figlia sia una bambina viziata, anche se in realtà non sa come fare con lei. In fondo il mestiere di mamma non si improvvisa e deve ammettere che forse ha ragione suo marito Luke: c'è proprio bisogno di una supertata come quelle dei reality televisivi. D'altra parte, è un momento un po' delicato per tutti: Becky e Luke vivono ancora a Oxshott nella casa dei genitori di lei, la convivenza forzata alla lunga pesa e la crisi finanziaria si fa sentire, causando ogni genere di preoccupazione in famiglia. Una cosa è certa: Becky si deve dare una regolata con le spese - a modo suo, però -, e lei è animata dalle migliori intenzioni. Questo comunque non le impedisce di organizzare (molto in economia!) una strepitosa festa a sorpresa per il compleanno di Luke. In effetti le sorprese non mancheranno, soprattutto perché mantenere il segreto non si rivelerà affatto facile... (da Ibs)

Della serie della shopaholic è quello che mi è piaciuto meno. La protagonista in apparenza è la bambina ma in realtà tutto il libro racconta i preparativi per la festa di compleanno a sorpresa a Luke. Secondo me poteva sbizzarrirsi di più con le avventure con Minnie. Spero che se ci sarà un prossimo volume nella serie, torni a raccontare le avventure divertenti del passato.

17/11/10

The secret adversary

It was 2 p.m. on the afternoon of May 7, 1915. The Lusitania had been struck by two torpedoes in succession and was sinking rapidly, while the boats were being launched with all possible speed. The women and children were bwing lined up awaiting their turn. Some still clung desperately to husbands and fathers; others clutched their children closely to their breasts. One girl stood alone, slightly apart from the rest. She was quite young, not more than eighteen. She did not seem afraid, and her grave, steadfast eyes looked straight ahead. (da "Secret adversary" di Agatha Christie)

'Due giovani avventurieri offronsi qualsiasi lavoro dovunque, dietro buon compenso'. Questo singolare annuncio viene pubblicato dall'ex ufficiale Tommy e dall'infermiera Tuppence, smobilitati, senza un soldo e bisognosi di un impiego. Entrambi amano l'avventura e il rischio, e non dovranno attendere molto per mettersi alla prova. Dopo la Rivoluzione d'ottobre, infatti, il mondo si sta dividendo in due blocchi contrapposti, e l'ambiente delle spie è in fermento. Grazie a una conversazione ascoltata per caso, la simpatica "coppia di svitati incoscienti" si ritrova sulle tracce di Jane Finn, una giovane americana misteriosamente scomparsa dopo aver ricevuto alcuni documenti segreti. Ma dove si nasconde quella donna? Scritto nel 1922, "Avversario segreto" segna l'esordio di Agatha Christie come autrice di 'spy stories', un genere al quale la regina del mistero ha regalato una serie di capolavori. (da BOL)

Questo romanzo ha un preludio molto bello tratto da un fatto realmente accaduto, l'affondamento del transatlantico Lusitania da parte di un U-Boat tedesco nel 1915. Non è una classica storia di Agatha Christie, ma un libro di spionaggio con altri due protagonisti, Tommy e Tuppence, quindi secondo me merita la lettura anche solo per ritrovare un'Agatha diversa dal solito!

21/10/10

La solitudine dei numeri primi

Alice della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanza di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire, su sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla. (da "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano)

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza. (da IBS)

Questo libro è uscito da molto tempo, ma è recentemente tornato in testa alle classifiche di vendita trainato dall'uscita al cinema del film. Curiosa di questo successo, ho deciso di leggerlo e mi è piaciuto molto. La storia è coinvolgente, io l'avrei fatto finire in modo diverso, ma non si puo' pretendere tutto ;-)

18/10/10

Devil bones

My name is Temperance Deassee Brennan. I'm five-five, feisty, and forty-plus. Multidegreed. Overworked. Underpaid. Dying. Slashing lines through that bit of literacy inspiration, I penned another opening. I'm a forensic anthropologist. I know death. Now it stalks me. This is my story. Merciful God. Jack Webb and Dragnet reincarnate. More slashes. I glanced at the clock. Two thirty-five. Abandoning the incipient autobiography, I began to doodle. Circles inside circles. The clock face. The conference room. The UNCC campus. Charlotte. North Carolina. North America. Earth. The Milky Way. (da "Devil Bones" di Kathy Reichs)

Si dice che il diavolo sia nei dettagli. E nessuno è più sensibile ai dettagli di Tempe Brennan, che per mestiere studia le ossa dei morti a caccia di particolari rivelatori: dell'età, del sesso, della fisionomia di una vittima, dell'epoca e delle cause della morte. Quando tracce di un macabro rito pagano affiorano nello scantinato di una casa in corso di ristrutturazione a Charlotte, North Carolina, Tempe è chiamata a dare il suo contributo alle indagini. C'è il teschio di una ragazzina di colore, tra i resti che deve interpretare per provare a capire cosa sia accaduto in quel luogo impregnato di mistero e di orrore. Ma prima che il lavoro di Tempe possa dirsi concluso, il fiume Wylie restituisce il corpo decapitato di un ragazzo sul cui petto sono stati incisi simboli satanici. E mentre dagli schermi TV di tutto lo stato un commissario con ambizioni politiche tuona contro gli adepti del male, un santero dal passato pieno di ombre viene trovato morto. Storie di prostituzione, gelosia, fanatismo e superstizioni ancestrali si confondono in uno scenario terribilmente intricato. Solo ascoltando la verità delle ossa, Tempe può sperare di arrivare alla soluzione. A patto di riuscire a sfuggire alla furia di un assassino oscuro e spietato come il diavolo stesso. (da IBS)

Per errore ho letto questo undicesimo capitolo della serie di Temperance Brennan prima del decimo. Dopo varie pagine mi ritrovavo piu' nella storia di sottofondo e mi sono accorta dell'errore. Forse anche per questo mi è piaciuto un po' meno degli altri e ho impiegato molto tempo a leggerlo.


14/10/10

Bones to ashes

Babies die. People vanish. People die. Babies vanish.
I was hammered early by those truths. Sure, I had a kid's understanding that moral life ends. At school, the nuns talked of heaven, purgatory, limbo, and hell. I knew my elder would "pass". That's how my family skirted the subject. People passed. Went to be with God. Rested in peace. So I accepted, in some ill-formed way, that earthly life was temporary. Nevertheless, the deaths of my father and baby brother slammed me hard. (da "Bones to ashes" di Kathy Reichs)

Nel suo laboratorio di Montreal, Tempe Brennan, antropologa forense, studia le ossa dei morti a caccia di indizi che altrimenti sfuggirebbero agli investigatori. Sotto la luce fredda del neon è possibile trovare molte risposte, basta saperle cercare. Ma quando lo scheletro di una ragazzina, scomparsa molti anni prima, riaffiora all'improvviso, le certezze di Tempe vacillano sotto l'urto delle emozioni. È mai possibile che quelle piccole ossa appartengano a Evangeline Landry, l'amica del cuore sparita nel nulla quando entrambe erano ancora bambine? Le coincidenze, e l'istinto, costringono Tempe a un viaggio inquietante nel territorio minato della memoria, dove la linea d'ombra che separa le bugie degli adulti e le paure dei bambini si assottiglia fino a scomparire. (da IBS)

Il decimo capitolo della saga di Temperance Brennan, ancora una volta, non ha tradito le mie aspettative. La storia procede scorrevole fino al finale che riserva una piccola sorpresa. L'ho letteralmente divorato, riservandomi ogni momento libero per leggerlo!

07/10/10

Il grillo del focolare

Fu il Ramino a incominciare. Non state a raccontarmi ciò che dice la signora Peerybingle, perchè io sono meglio informato di lei. La signora Peerybingle può benissimo affermare fino alla fine dei tempi di non essere in grado di dire quale fu di loro a incominciare, ma io dico che fu il Ramino, e credo che dovrei saperlo. Fu il Ramino a cominciare, cinque minuti buoni prima che il Grillo facesse sentire uno solo dei suoi trilli, stando al piccolo orologio olandese, dal colorito cenereo, collocato nell'angolo. (da "Il grillo del focolare" di Charles Dickes)

John Peerybingle vive felicemente con la moglie Piccina, chiamata affettuosamente così perché molto più giovane di lui, quando il vecchio Tackleton mette in dubbio la fedeltà della sua giovane sposa. Insinuazione che sembra trovare conferma in un'immagine fugace e inaspettata che John ha di Piccina in colloquio intimo con un bel giovane. La storia sembra volgere in tragedia, ma interviene il grillo del focolare, nume tutelare della casa, simbolo della felicità domestica. Un racconto sul perdono, sulla fiducia, sull'amore coniugale e filiale, dove anche gli inganni a fin di bene causano un oscillante e ansioso stato d'animo tanto nei protagonisti quanto nei lettori. Una favola domestica in cui un piccolo grillo parla, col suo canto garrulo, di virtù e di sacrificio divenendo così un prezioso genio domestico, come vuole una popolare usanza inglese che si ricollega, andando indietro nel tempo, al culto presso gli antichi greci della cicala, celebrata da Anacreonte, oppure alla venerazione che gli egizi mostravano verso lo scarabeo. Si tratta, cronologicamente parlando, del terzo racconto di Natale di Charles Dickens (1812-1870) che fece palpitare i lettori del XIX secolo e che contiene una toccante e sempre attuale riflessione sulla forza dell'amore. (da IBS)

Dal più grande narratore inglese del XIX secolo, una bella favola natalizia, scandita dai trilli del Grillo. Si legge veramente con piacere, anche per non scordarsi come si viveva non troppo tempo fa.

30/09/10

L'anno della morte di Ricardo Reis

Qui il mare finisce e la terra comincia. Piove sulla città pallida, le acque del fiume scorrono limacciose di fango, la piena raggiunge gli argini. Una nave scura risale il flusso tetro, è la Highland Brigade che va ad attraccare al molo di Alcantara. Il vapore è inglese, delle Regie Linee, lo usano per attraversare l'Atlantico, fra Londra e Buenos Aires, come una spola sulle vie del mare, di qua, di là, facendo scalo sempre negli stessi porti, La Plata, Montevideo, Santos, Rio de Janeiro, Pernambuco, Las Palmas, in quest'ordine o nell'inverso, e se non naufragherà nel viaggio, ancora toccherà Vigo e Boulogne-sur-Mer, infine entrerà nel Tago, e non ci si chieda quale dei due fiumi sia il maggiore, quale il villaggio. (da "L'anno della morte di Ricardo Reis" di José Saramago)

Nel 1936, mentre all'orizzonte si preannuncia la seconda guerra mondiale, scoppia la guerra di Spagna. In quello stesso fatidico 1936 muore Ricardo Reis, solo un anno dopo la scomparsa del suo inventore, Fernando Pessoa. Reis è infatti uno dei tanti eteronimi di Pessoa, che ne aveva immaginato l'ideale biografia (nato a Porto nel 1887, educato dai gesuiti, medico, espatriato per ragioni politiche in Brasile nel 1919) e gli aveva attribuito come poeta classicistiche odi oraziane, ma non gli aveva dato carne e sentimenti. Cosa che invece compie Saramago, che lo fa tornare dal volontario esilio in occasione della morte del suo creatore, gli fa aprire uno studio medico a Lisbona, gli fa vivere una vita sociale, gli fa avere due donne, la cameriera d'albergo Lidia e la giovane Marcenda, e un figlio, e prima di morire lo fa essere testimone di tragici eventi, filtro attraverso cui rileggere la storia della patria salazarista, allineata a fascisti, nazisti e falangisti in tutt'Europa. (da IBS)

E' il primo libro che leggo di Saramago e mi è piaciuto molto. Questo grande del '900 ha un modo veramente particolare di scrivere: le frasi sono lunghissime, separate da virgole invece che da punti e i dialoghi non sono segnalati. All'inizio è un po' ostico, ma appena capito il meccanismo, ci si rende conto del genio di questo scrittore che con le parole disegna tante piccole immagini la storia come se fossero rapide pennellate sulla tela di un pittore.

25/09/10

L'eleganza del riccio

«Marx cambia completamente la mia visione del mondo» mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola. Antoine Pallières, prospero erede di un'antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro. Ultimo ruttino dell'alta borghesia degli affari - la quale si riproduce unicamente per singulti decorosi e senza vizi -, era tuttavia raggiante per la sua scoperta e me la narrava di riflesso, senza sognarsi neppure che io potessi capirci qualcosa. Che cosa possono mai comprendere le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa. A questo punto, per poco non mi tradisco stupidamente. «Dovrebbe leggere L'ideologia tedesca» gli dico a quel cretino in montgomery verde bottiglia. Per capire Marx, e per capire perché ha torto, bisogna leggere L'ideologia tedesca. (da "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery)

Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée. (da IBS)

Generalmente guardo con sospetto tutti i libri acclamati come miracoli editoriali e prima di leggerli lascio passare qualche anno, per vedere se continuano a essere citati, letti e commentati positivamente da altri lettori, successivi alla prima "ondata".
Ho fatto così anche con questo bellissimo "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery, che è uno dei libri letti ultimamente che più mi è piaciuto!
L'elternanza dei capitoli rispetta l'avvicendamento delle voci delle due insolite protagoniste. Vengono trattati argomenti diversissimi e ci si affeziona moltissimo a Renée e Paloma.
"L'eleganza del riccio" è il secondo libro pubblicato da questa scrittrice francese. Ho in attesa di lettura anche il primo, "Estasi culinarie", che è ambientato sempre nello stesso condominio, e da quel che ho letto ha altri protagonisti, che nel secondo romanzo sono solo sfiorati dal racconto.

10/09/10

La caccia al tesoro

Che Gregorio Palmisano e sò soro Caterina erano pirsone chiesastre fin dalla prima gioventù, era cosa cognita in tutto il paisi. Non si pirdivano 'na funzioni matutina o sirali, 'na santa missa, un vespiro, e certi volte annavano in chiesa macari senza un pirchì, sulo se ne avevano gana. Il liggero profumo di 'ncenso che stagnava nell'aria doppo la missa e l'aduri delle cira delle cannile era per i Palmisano meglio del sciauro del ragù per uno che non mangiava da deci jorni. (da "La caccia al tesoro" di Andrea Camilleri)

Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza. (da IBS)

Ho letto molti commenti negativi a questo romanzo di altri lettori, ma a me invece quest'ultimo libro con Montalbano è piaciuto molto.
E' diviso in tre parti: una piccola parte iniziale dal ritmo velocissimo, una parte centrale dal ritmo molto lento e una finale, ancora dal ritmo serratissimo. Leggendo le prime due parti, sembrano libri completamente differenti, tanto sono diversi! Poi nel gran finale tutto i pezzetti del puzzle trovano la loro collocazione.
In questo romanzo non penso proprio che lo scopo di Camilleri sia di sfidare il lettore ad indovinare l'assassino, che invece s'indovina subito per i pochi personaggi presenti, ma di entrare nella sua psiche e in quella di Montalbano quando capisce come si sono svolti i fatti.